Partita la campagna di crowdfunding Le Donne del Muro Alto

“E a chi sarebbe mai potuto interessare il racconto del viaggio di una ciurma con il mal di mare? Chi ci avrebbe ascoltato? Chi sarebbe venuto a vederci ormeggiare finalmente in un qualche porto sconosciuto? E invece vennero. Erano lì, tanti, diversi, liberi, ad aspettare noi. Incuriositi, pronti a sentire la nostra voce, neutri… Mi sentii comoda, non più lontana, padrona delle mie parole e della mia storia, e così vicina alle mie compagne di maremoto. E così ascoltata….”
 
E questo viaggio noi vogliamo continuarlo, continuare a gridare le nostre emozioni, a sentirci vive dall’incontro con i vostri sguardi in platea e i nostri sul palco…
Questa volta però vogliamo che l’avventura sia ancora più grande e per questo abbiamo iniziato a lavorare da alcuni mesi al progetto “Le Donne del Muro Alto”, che ancora una volta attraverso gli spettacoli ci permetterà di aprire le porte del carcere e farvi conoscere un po’ del nostro mondo. Inoltre stiamo anche ultimando di preparare un libro di testo e fotografico scritto da noi, detenute attrici della massima sicurezza della Casa di reclusione di Rebibbia Femminile, per raccontarvi  l’esperienza del laboratorio teatrale, delle dinamiche carcerarie, tra di noi, con le istituzioni, tra le istituzioni stesse, come il trasferimento, i tempi di attesa, etc…
 
Come sostenerci
Abbiamo deciso di utilizzare il crowdfunding come strumento di sostegno al nostro progetto perché Le Donne del Muro Alto è finanziato solo in parte della Regione Lazio (in quanto vincitore del bando per le Officine di Teatro Sociale), che ci annullerà anche il suo contributo se non riusciamo da noi a trovare la restante parte dell’intero budget necessario alla realizzazione del laboratorio teatrale e allestimento spettacoli. Inoltre attraverso il Crowdfunding cerchiamo anche le risorse  per la preparazione del libro “Diario di Bordo”.
Abbiamo bisogno anche del tuo aiuto: sostieni il nostro progetto di raccolta fondi su Produzioni dal Basso!
 
Perché il teatro in carcere?
Perché il carcere dovrebbe essere il luogo della rieducazione, del viaggio verso il reinserimento nella società, della scoperta di sé, dell’altro e della società stessa. Quale strumento migliore del teatro?
L’attività teatrale attraverso la sua funzione terapeutica e pedagogica si pone come potenziale agente di cambiamento e  miglioramento.
Inoltre lo spettacolo teatrale, come il libro, è un importante mezzo di unione tra il mondo carcerario e l’esterno, un ponte tra la realtà carceraria e la società esterna.
 
Dove?
Casa di reclusione di Rebibbia Femminile sezione massima sicurezza.
 
Quando?
Il progetto è strutturato su due annualità:
Nella prima annualità è prevista  la realizzazione di uno spettacolo teatrale per un pubblico esterno e interno all’istituto penitenziario e la pubblicazione del Libro “Diario di Bordo”, il tutto entro marzo 2015.
Nella seconda, che prenderà il via ad aprile 2015 e terminerà entro aprile 2016, si porterà in scena uno spettacolo teatrale, anche questa volta sia per un pubblico esterno che interno all’istituto penitenziario, e si fornirà una relazione sull’intero progetto biennale.
 
Segui il progetto sul sito www.ledonnedelmuroalto.it e su Facebook e Twitter!
 
“Il grado di civiltà di una società si misura dalle sue prigioni".  Dostoevskij